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Incendio Cosmari, cittadini sul piede di guerra

Annunciato l'esposto in Procura: informazioni tardive e dubbi sulle procedure

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L'incendio all'impianto dei rifiuti del Cosmari a Piane di Chienti

I residenti di Tolentino, Urbisaglia, Colmurano, Pollenza e Macerata sono sul piede di guerra. Dopo l’incendio all’impianto di trattamento dei rifiuti del Cosmari a Piane di Chienti, infatti, non sono seguite – secondo i cittadini – altre informazioni sui rischi connessi all’episodio, agli alimenti, ai comportamenti da seguire, motivi per i quali potrebbe partire un esposto in Procura.

Ad affermarlo è l’associazione Nuova Salvambiente che, a Casette Verdini, ha radunato i residenti delle zone in cui si sono sparsi fumo e polveri derivate dall’incendio che la notte tra mercoledì 8 e giovedì 9 luglio ha distrutto un capannone dell’impianto del Cosmari e bruciato anche quintali di rifiuti non ben identificati tra plastiche e altri materiali.

Incendio che ha causato ingenti danni e che ha lasciato i cittadini con tante domande e poche risposte: al vaglio delle persone che abitano la vallata ci sono infatti gli accorgimenti da seguire, i comportamenti da tenere e i dubbi sulla qualità dell’aria, dei terreni e degli alimenti che non sono stati dissipati ancora. Le analisi infatti effettuate da Arpam e Asur Marche, non hanno ancora una risposta: ci vorranno infatti altri sette giorni circa prima di sapere se aria, acqua, terreni e verdure potranno essere considerate a norma e fuori pericolo di contaminazione.

Tra i problemi però c’è quello dell’informazione, considerata dai cittadini aderenti all’associazione Nuova Salvambiente non omogenea tra i vari enti, poco informativa e soprattutto tardiva, dato che solo dopo quattro ore sono stati avvisati i residenti di chiudere le finestre. Ma dato il caldo in molti hanno respirato quell’aria ora al centro di dubbi e polemiche.

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