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Inaugurata la nuova illuminazione di piazza della Libertà a Macerata

L'intervento è stato reso possibile grazie al ricorso ai fondi europei

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Piazza della Libertà a Macerata

Sono stati i temi del “Don Giovanni” di Mozart in programma al Macerata Opera Festival 2020 #biancocoraggio, la colonna sonora dell’evento Le Luci di Piazza, organizzato dal Comune di Macerata, che, con il terzo intervento di light design, ha dato un volto innovativo a Piazza Libertà, con il Palazzo Comunale, la Loggia dei Mercanti, Palazzo del Governo, la chiesa San Paolo, Teatro Lauro Rossi e Piaggia dell’Università, Palazzo Rotale e la Torre Civica.

Il cuore di Macerata da ieri sera risplende dunque di luce nuova grazie al progetto di light design messo a punto dall’Accademia delle Belle Arti di Macerata nell’ambito della Light Design Strategy dedicata alla valorizzazione di sette specifiche zone scelte dall’Amministrazione comunale, in grado di fornire  una  luce artistica che garantisce una nuova lettura delle architetture e del patrimonio urbanistico della città, mettendo in comunicazione gli spazi urbani e la loro valorizzazione storica ed estetica.

L’intervento, finanziato con i fondi europei ITI nell’ambito del progetto IN-NOVA Macerata per circa 240.000 euro, arriva ad un anno da quello effettuato a Porta Mercato e allo Sferisterio.

L’impianto di light design di piazza della Libertà è stato realizzato con 222 apparecchi illuminanti di tecnologia Led, ad alta resa cromatica, notevole durata nel tempo ed elevata efficienza energetica – di produzione IGuzzini installati dalle ditte Mariani e Paci – per una potenza installata di 5.080,2 W e un consumo annuo previsto in 21.336,84 kWh. L’80% degli apparecchi sono dotati di alimentatori tali da rendere possibile la regolazione di luminosità tramite protocollo DALI.

Ad attendere l’accensione della nuova illuminazione e ad assistere alla cerimonia inaugurale, aperta dal sindaco Romano Carancini, tanti cittadini che hanno riempito la piazza.

“Abbiamo immaginato – ha detto il primo cittadino – che prima ancora di illuminare un monumento o una piazza si trattava di illuminare l’anima della nostra città, i suoi luoghi simbolo, le nostre identità, gli spazi da scoprire e ri-scoprire. Una relazione sentimentale a tre, in cui ognuno dei protagonisti entra dentro l’altro: il luogo, la luce e le persone, con l’effetto di ridurre le distanze tra loro. Ed il risultato non è solo e non è tanto l’obiettivo amministrativo, ma anche e soprattutto un approdo naturale, una conseguenza spontanea verso le migliori esperienze umane: il senso di comunità. Le luci di piazza – ha detto ancora il sindaco dopo aver ricordato quando quel luogo era un parcheggio a cielo aperto – sono un’altra scelta di questa amministrazione, che ha privilegiato le persone, i residenti, i turisti, la qualità della vita di chi passeggia, i bambini e tanti altri profili che dialogano con le persone e non con le auto.”

Il sindaco infine, ricordando i suoi dieci anni di Amministrazione definendoli “un fantastico viaggio”, ha annunciato che è in dirittura di arrivo il progetto dedicato a Padre Matteo Ricci “che finalmente avrà un proprio viaggio nella città aperta e in un luogo unico qual è la Specola della Biblioteca Mozzi Borgetti.”

A sorpresa, la serata ha avuto un ospite d’eccezione, il regista del “Don Giovanni” in programma il 18 luglio all’Arena Sferisterio, Davide Livermore, che ha definito l’Arena un’eccellenza mondiale e ha ringraziato la città “per aver dato enorme speranza agli artisti” con la scelta di aver voluto organizzare la stagione litica nonostante il momento che il Paese sta attraversando a causa dell’emergenza epidemiologia.

A quello del sindaco è seguito l’intervento dell’assessore ai Lavori Pubblici Narciso Ricotta che ha ricordato i progetti e gli investimenti fatti dall’Amministrazione comunale in tema di illuminazione pubblica e riqualificazione dei beni culturali attraverso la luce artistica.

Sono poi intervenuti il presidente dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata Wando Scheggia e la direttrice Rossella Ghezzi che hanno sottolineato quanto l’istituzione maceratese sia una realtà consolidata, una delle prime in Italia, e quanto il progetto di light design sia stato giudicato altamente qualificato a livello nazionale e internazionale.

E’ toccato poi alla docente Francesca Cecarini presentare il team di lavoro della Light Design Strategy – progetto delineato dall’Accademia di Belle Arti di Macerata grazie ad una convenzione stretta con il Comune di Macerata –  cui si devono gli elaborati  esecutivi composto dalla Cecarini stessa (progettista e light designer con mansioni di capo progetto e coordinatore del lavoro di progettazione), Mascia Ignazi, docente di Interior Design (progettista e light designer), Rossano Girotti, docente di applicazioni digitali per l’Arte (assistente al progetto), Sara Cerquetti (studentessa del corso di Light Design) e Antonio Lelii (studente del corso di Light Design).

Ad allietare la serata gli intermezzi artistici curati dall’Associazione Sferisterio, rappresentata ieri sera dal sovrintendente Luciano Messi e dal direttore artistico Barbara Minghetti, che hanno visto protagonisti la danzatrice Marta Negrini, il baritono Giacomo Medici, il mezzosoprano Fiammetta Tofoni e la pianista Cesarina Compagnoni.

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