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No della FIGC all’iscrizione della Maceratese in serie D

Carancini: "E' un atto di ingiustizia nei confronti del territorio"

"Credo che la motivazione addotta dalla Federazione sia parziale – prosegue Carancini. - E’ un atto di ingiustizia nei contronti del territorio. La città paga la serietà avuta nel voler presentarsi con un progetto concreto e serio. A situazioni particolari, e quella del terremoto lo è, dovrebbero essere applicate normative particolari".

E’ arrivato il no della FIGC all’iscrizione della Maceratese in serie D. Ad annunciarlo è stato il sindaco Romano Carancini durante l’incontro avvenuto martedì 8 agosto tra l’imprenditore bresciano Albero Ruggeri e gli investitori locali guidati da Mosca, dopo aver proposto l’iscrizione di una nuova società che succedesse la SS MacerateseLa risposta è giunta mercoledì 9 agosto da parte della Federazione, la quale ha dichiarato la non ammissibilità della società dal momento che il termine per l’iscrizione è scaduto il 3 agosto. Un grande rammarico del sindaco, che ha annunciato altre iniziative, seppur pure difficili, per vedere la squadra maceratese nel campionato di serie D. “Credo che Macerata avesse diritto ad avere una deroga – ha detto Carancini –. La situazione della Maceratese e i ritardi dell’iscrizione al campionato di serie D si inquadrano nell’ambito di una situazione territoriale critica che non ha permesso facilmente di giungere ad un progetto nei tempi prescritti“.

Carancini aveva avuto alcuni colloqui telefonici prima e successivamente si era messo in contatto con il presidente FIGC Carlo Tavecchio e con il segretario Antonio Di Sebastiano, durante i quali ha affermato che gli eventi sismici “hanno compromesso il quadro sociale, e dunque anche quello sportivo, dell’intera comunità provinciale che continua a vivere tra la disperazione di ciò che ha perduto e la speranza di ritrovarsi”.

La Maceratese rappresenta un punto di aggregazione, di formazione e di espressione del valore sportivo; di conseguenza potrebbe contribuire notevolmente alla rinascita attraverso, anche, la passione calcistica. La Rata è un simbolo rappresentativo della storia e dell’identità della città che, purtroppo, ha incontrato alcune difficoltà negli ultimi periodi, richiedendo qualche giorno in più per riuscire a mettere insieme una cordata credibile di imprenditori locali per sostenere la squadra.

Ma la posizione della FIGC è stata irremovibile, dal momento che lo stesso Tavecchio ha ribadito di agire nel rispetto della normativa. “Credo che la motivazione addotta dalla Federazione sia parziale – prosegue Carancini -. E’ un atto di ingiustizia nei contronti del territorio. La città paga la serietà avuta nel voler presentarsi con un progetto concreto e serio. A situazioni particolari, e quella del terremoto lo è, dovrebbero essere applicate normative particolari“.

 

 

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