Commemorazione a Macerata in memoria di Pamela Mastropietro
Presente anche la madre, Alessandra Verni

Questa mattina, ai Giardini Diaz, si è svolta la cerimonia commemorativa in occasione dell’ottavo anniversario della morte di Pamela Mastropietro, un momento di raccoglimento e memoria condiviso dalla comunità cittadina, dalle istituzioni e dai cittadini presenti.
La cerimonia è iniziata con la piantumazione di una camelia bianca nei pressi della targa commemorativa collocata nell’area nel 2021, un gesto simbolico carico di significato, scelto per rappresentare il ricordo, la purezza e la volontà di mantenere viva la memoria di Pamela nel tempo. Un segno concreto e silenzioso, destinato a crescere come testimonianza della vicinanza della città e del suo impegno nel non dimenticare.
A seguire si è tenuto un momento di preghiera e riflessione officiato dal vescovo di Macerata, monsignor Nazzareno Marconi, che ha invitato i presenti al raccoglimento e alla responsabilità condivisa nel promuovere una cultura fondata sul rispetto della vita e della dignità della persona.
Dopo la celebrazione religiosa è intervenuto il sindaco di Macerata, Sandro Parcaroli, che ha ricordato come la città “non dimentica quanto accaduto otto anni fa. Pamela era una ragazza con tanti sogni, fragilità, speranze e un futuro che meritava di essere vissuto. Ricordare Pamela oggi significa rifiutare l’indifferenza. Significa affermare che ogni vita ha valore, che la violenza non può mai essere normalizzata, che il dolore non va dimenticato quando il tempo passa.
È anche un invito alla responsabilità collettiva: come società, come comunità, come esseri umani.
Che il suo nome non sia solo memoria di una tragedia, ma stimolo a costruire più attenzione, più cura, più giustizia”.
La parola è passata poi al Prefetto Giovanni Signer, che ha richiamato l’attenzione sul significato profondo di questa tragedia, sottolineando come essa debba spingere a una riflessione collettiva sul senso di responsabilità di ciascuno. Il Prefetto ha evidenziato che, di fronte a persone in difficoltà, tutti dovrebbero sentirsi chiamati ad agire, senza delegare esclusivamente alle istituzioni. Esiste infatti una responsabilità morale che riguarda l’intera comunità, richiamata anche dalla Costituzione, che riconosce nella solidarietà un valore fondamentale. ci faccia capire come siamo tutti responsabili.
È quindi intervenuta la vicesindaco e assessore alle Pari Opportunità, Francesca D’Alessandro, che ha sottolineato il valore della memoria come strumento di responsabilità civile e impegno quotidiano: “Ricordare Pamela significa tenere viva una memoria che non può e non deve essere solo commemorazione, ma che deve tradursi in responsabilità concreta. Come istituzioni abbiamo il dovere di trasformare il dolore in azioni, in politiche e in percorsi educativi capaci di prevenire ogni forma di violenza – ha dichiarato -. Il contrasto alla violenza passa dalla promozione del rispetto, dell’uguaglianza e della dignità della persona, a partire dalle scuole e dai luoghi di formazione. È soprattutto nei confronti delle giovani generazioni che dobbiamo rafforzare il nostro impegno, affinché tragedie come quella di Pamela non vengano mai normalizzate o dimenticate. Ricordarla oggi significa rinnovare un patto di responsabilità con tutta la comunità”, ha aggiunto.
La cerimonia si è conclusa con l’intervento della madre di Pamela, Alessandra Verni, che con parole intense e toccanti ha condiviso il ricordo della figlia, rinnovando l’appello a non abbassare mai l’attenzione sul tema della violenza e sull’importanza della memoria come forma di giustizia e di responsabilità collettiva.



















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