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Sandro Parcaroli interviene sulla rete scolastica provinciale

"L’Amministrazione provinciale ha lavorato nell’ottica del miglioramento dell’offerta didattica"

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Sandro Parcaroli

“Il Presidente della Provincia non è il sindaco di una città, ma una figura che deve garantire gli interessi di tutto il territorio in maniera omogenea, superando logiche campanilistiche. Nella programmazione della Rete scolastica e dell’offerta formativa l’Amministrazione provinciale ha lavorato nell’ottica del miglioramento dell’offerta didattica complessiva per gli studenti, sia sotto il profilo dell’equilibrata presenza dei plessi scolastici sul territorio e sia sotto il profilo della necessaria adeguatezza logistica e funzionale delle rispettive istituzioni scolastiche.

Le proposte relative agli istituti comprensivi (di competenza comunale) provengono dagli stessi Comuni e la Provincia si è limitata a recepirle, salvo verificare la loro conformità alle linee guida regionali. Solo nel caso di Macerata e Pollenza, è dovuta intervenire, ritenendo prevalente la legittima esigenza territoriale di inserimento degli alunni di Sforzacosta in un istituto comprensivo del Comune di appartenenza: l’Istituto più vicino (l’Enrico Mestica) che, anche a seguito di questa aggregazione, non può definirsi sovradimensionato perché attestato intorno ai mille iscritti.

Per quanto riguarda gli istituti superiori, invece, sono ben sei quelli sottodimensionati, ovvero privi di dirigenza titolare, una situazione che si trascina da prima del terremoto del 2016, costituendo un’anomalia in ambito marchigiano. La Provincia, quindi, ha dovuto iniziare un percorso di riallineamento della programmazione, calibrata sugli effettivi bacini di utenza scolastica, in un quadro di ormai consolidata preferenza per gli indirizzi liceali, a discapito dei percorsi tecnici e professionali. Per il loro rilancio si è deciso di creare una sinergia formativa e laboratoriale tra istituti sottodimensionati, necessariamente omogenei e, quindi, tali da consentire il riorientamento degli studenti all’interno dello stesso Istituto, contrastando in tal modo il deprecabile fenomeno della dispersione scolastica.

Nel caso dell’Istituto Antinori di Camerino (i cui studenti sono sotto le 300 unità) si è ritenuto che l’aggregazione più razionale fosse quella con l’Istituto professionale di Matelica, articolato sulle stesse sedi di Camerino e Matelica, assestando in tale dimensionamento anche il Professionale Ettore Rosa con l’Istituto Divini di San Severino. Con tale soluzione la Provincia, in un quadro di equilibrio territoriale nell’alta Val Potenza, garantisce a Camerino il permanere dell’eccellenza dei licei “Varano”, attribuisce a Matelica la sede del nuovo polo tecnico professionale e San Severino ottiene un Istituto Divini che, inglobando anche l’Istituto Rosa, rilancia l’offerta professionale per l’utenza del bacino di riferimento. In ogni caso è bene sapere che tale riorganizzazione interessa solo l’assetto delle presidenze delle scuole, mentre i plessi (e cioè i punti di erogazione del servizio) restano intatti sul territorio. In sostanza, gli studenti continueranno la propria frequenza nelle stesse identiche sedi scolastiche con lo stesso personale docente (professori e tecnici) contrastando il fenomeno delle reggenze e delle ricadute negative sull’efficienza delle scuole.

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