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Terremoto: l’intervento del Sindaco di Matelica al G7 di Firenze

Alessandro Delpriori al G7 della Cultura: “Non dimenticate questi territori”

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Venerdì 31 marzo, il sindaco di Matelica, Alessandro Delpriori, è intervenuto al G7 della Cultura svoltosi a Firenze. Il Sindaco, portavoce delle Marche, ma soprattutto dei territori colpiti dal sisma, tra i quali anche il suo comune, ha lanciato un appello ed ha spiegato alle autorità presenti la situazione.

Oggi sono qui a chiedervi di non dimenticarci, di starci vicino, di permetterci di ricostruire non solo le costruzioni, ma anche la nostra gente. Rimettiamo in piedi una chiesa, una antica pieve di un paese, saldiamo gli intonaci di un affresco, salviamone il rosone, gli altari e poi apriamo la porta, restituiamo alle persone un luogo dove riconoscersi come comunità, allora sapremo che potremo avere un futuro”.

Delpriori ha sottolineato la situazione in cui hanno vissuto le popolazioni terremotate in questi mesi, ha spiegato anche la condizione del patrimonio artistico e culturale marchigiano, fortemente provato dal sisma. 3500 è il numero delle chiese inagibili ed oltre 12000 sono le opere d’arte recuperate.

Un numero straordinario di chiese, di palazzi storici, di borghi, di pievi e di abazie che costellano ogni collina, ogni poggio, ogni dolce vallata. Centri piccoli, a volte piccolissimi, che custodiscono opere d’arte di qualità sorprendente e che ancora sono conservate nel loro contesto di origine, dove sono osservate e custodite da gente consapevole e rispettosa del bene che la storia ha loro consegnato. Recuperare il patrimonio, quindi, vuol dire soprattutto recuperare l’identità della comunità”.

Il sindaco Delpriori al G7Dopo di che il primo cittadino di Matelica ha spiegato il valore culturale del Centro Italia, ricordando alcune delle opere più famose: “L’identità dell’Europa, della cultura occidentale come la conosciamo oggi nasce qui, tra le valli che dividono l’Umbria dalle Marche e dall’Abruzzo”, ha detto, indicando l’importanza di portare avanti progetti di valorizzazione e ricerca: “Dobbiamo studiare e far conoscere le nostre opere d’arte, lavoriamo insieme con il Ministero e le Università per far sì che il nostro patrimonio diventi laboratorio di studi e di ricerca, un modo per conoscerlo e quindi difenderlo”.

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