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Presentato a Civitanova Marche il 1° quadrangolare antirazzista

Sabato 23 agosto andrà in scena "Una calcio al razzismo", presso l'impianto sintetico dell'Antistadio Ciccarelli

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presentazione: da sinistra Massimiliano Marinelli, Tommaso Claudio Corvatta, Piergiorgio Balboni, Alessio Abram, Emanuele Trementozzi

Un quadrangolare per dare un bel “calcio al razzismo“. E’ stato presentato nella mattinata di giovedì 21 agosto, nella Sala Giunta del Comune di Civitanova Marche, il primo quadrangolare antirazzista, che andrà in scena sabato dalle 16.30 presso l’impianto sintetico dell’Antistadio Ciccarelli.

Real Citanò, società organizzatrice, San Marco Petriolo, Santa Maria Apparente e Assata Shakur si daranno battaglia in campo e lanceranno, simultaneamente, un bel segnale di civiltà attraverso lo sport nazionale più diffuso: il calcio. Presente al gran completo l’Amministrazione Comunale che, all’evento, ha concesso gratuitamente il patrocinio: il sindaco Claudio Tommaso Corvatta, il vice Giulio Silenzi e l’Assessore allo Sport Piergiorgio Balboni, infatti, hanno sin da subito sposato l’iniziativa e hanno presenziato alla convention di presentazione del torneo.

Al tavolo dei relatori anche il presidente dell’Assata Shakur Alessio Abram, il collega del San Marco Petriolo Fabio Liseri e il suo vice Maurizio Fusari, il mister del Real Citanò Massimiliano Marinelli e il corrispondente Direttore Sportivo Emanuele Trementozzi. Il quadrangolare avrà inizio sabato alle 16.30 e si articolerà con il seguente programma:

Ore 17 Assata Shakur – Santa Maria Apparente

Ore 17.45 Real Citanò – San Marco Petriolo

Ore 18.30 Finale 3°-4° posto

Ore 19.15 Finale 1°-2° posto

GLI INTERVENTI

Piergiorgio Balboni (Assessore allo Sport): “Lo sport serve per educare e, mai come in questo momento, a raffreddare gli animi. L’eccesso è sempre sbagliato ed è per questo che condanno fermamente la recente raccolta firme e seguente manifestazione sotto il Palazzo Comunale sulle tematiche dei rom. Non nascondo che parte di loro non si integri affatto e non rispettino le regole, ma da qui a generalizzare ce ne passa. Lo sport, nel bene e nel male, educa alla civiltà e alla convivenza e ben vengano questi tipi di iniziative“.

presentazione Emanuele Trementozzi, Alessio AbramEmanuele Trementozzi (Direttore Sportivo Real Citanò): “L’organizzazione di quest’evento segue una scia ben precisa di iniziative che stiamo portando avanti da tempo. Basti pensare al quadrangolare dello scorso giugno, il “Torneo dell’amicizia civitanovese” che ha riscosso enorme successo in città. Il Real Citanò si sta strutturando come una società sportiva, non solo calcistica, che amplia il proprio raggio d’azione oltre i novanta minuti di gioco e sposa, attraverso lo sport, valori fondanti della civiltà e del comune vivere insieme. Siamo orgogliosi di aver organizzato questo torneo e ancor più soddisfatti di aver trovato l’adesione di società sportive come Assata Shakur e San Marco Petriolo, perché questo testimonia un comune senso dello sport inteso come veicolo sociale e culturale per l’intera comunità“.

Tommaso Claudio Corvatta (sindaco Civitanova Marche): “Questa manifestazione capita a fagiolo in un momento di grande attualità inerente l’antirazzismo, che è un valore universalmente riconosciuto. Lo sport può veicolare valori fondamentali che possono far riflettere e possono arricchire la società con la loro pluralità di significati. L’antirazzismo è un sentimento che va difeso e diffuso con forza e il mio appello, sentito e accorato, è che sabato al quadrangolare ci sia grande partecipazione da parte di tutti“.

Alessio Abram (Presidente Assata Shakur): “In primis voglio ringraziare l’Amministrazione Comunale di Civitanova Marche che ha patrocinato e sostenuto l’iniziativa, ed è un onore essere qui a rappresentare la mia società in un evento di tale importanza. Il razzismo è un sentimento generato sempre dall’ignoranza e attraverso lo sport vogliamo estirpare questi cattivi modi di pensare, che purtroppo ogni giorno si ripetono nelle nostre città. Da quando siamo nati, nel 2001, la nostra Polisportiva si è sempre battuta per i diritti degli stranieri e, da quando giochiamo in terza categoria, ben quattro anni, abbiamo dato vita ad una squadra multietnica che è dimostrazione palese della convivenza civile tra i popoli, seppur diversi e apparentemente lontani tra loro. Abbiamo portato avanti e vinto diverse battaglie, ma il nostro è un impegno sempre maggiore rivolto anche al futuro. Il rispetto genera rispetto e ed è per me un piacere fare omaggio all’Amministrazione di una maglietta che indossiamo in allenamento e che, nel retro, riporta la scritta ‘Respect’“.

presentazione: da sinistra Fabio Liseri, Massimiliano Marinelli, Emanuele Trementozzi, Claudio Tommasso Corvatta, Piergiorgio Balboni, Alessio Abram, Giulio SilenziGiulio Silenzi (Vice sindaco Civitanova Marche): “Non possiamo che essere vicini ad iniziative come questa, soprattutto in un momento storico in cui violenza, intolleranza e ignoranza sembrano farla da padroni. Tutti, italiani e stranieri, dobbiamo attenerci alla legalità e, nel rispetto di essa, tutti devono saper convivere con gli altri. Lo sport veicola questi valori da sempre e, sostenendo quest’iniziativa, riproponiamo con forza i valori dell’amicizia e del rispetto, fondamentali in una società civile che possa definirsi tale“.

Fabio Liseri (Presidente San Marco Petriolo): “Partecipiamo con orgoglio a questa iniziativa, che per noi rappresenta la prima volta, nella speranza che si possano organizzare altri tornei del genere anche in futuro. Il calcio è una grande passione che, se vuole, può generare valori importanti come l’amicizia e il rispetto. Noi stessi, nella nostra squadra, abbiamo tre ragazzi di colore che appena appresa la notizia di questo quadrangolare sono scoppiati a piangere per la gioia. Il calcio unisce ed educa, noi che siamo i primi protagonisti dobbiamo renderci utili e lanciare sempre più spesso questi messaggi di civiltà“.

Massimiliano Marinelli (Allenatore Real Citanò): “Combattere il razzismo, attraverso lo sport, è la priorità per chi, come tutti noi, pratica calcio ad ogni ruolo e livello. Dobbiamo partire dai ragazzi giovani, educarli alla convivenza civile con gli altri, perché non è il colore della pelle a fare la differenza. Siamo noi i primi a dover dare il buon esempio, affinché questi valori si rafforzino sempre di più in ognuno di noi“.

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