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Ambasciatore israeliano a Macerata: piovono le polemiche

Consigliere Comunale Gabriella Ciarlantini: "Una macchia indelebile per la storia della nostra città"

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municipio Comune di Macerata

La visita, sgradita e inopportuna, dell’ambasciatore israeliano Naor Gilan sabato 26 luglio è e rimarrà una vergogna, una macchia indelebile nella storia della nostra città.

Il governo israeliano sta compiendo un vero e proprio massacro a Gaza: si contano già più di 1000 morti, la grandissima maggioranza civili, e più di 6000 feriti. Interi quartieri distrutti, centinaia di migliaia di sfollati rinchiusi in un fazzoletto di terra già vessato da anni di apartheid e occupazione illegittima prima, e da un embargo e un assedio criminale poi.

Tutto questo nello sprezzo delle numerose risoluzioni Onu a difesa dei diritti del popolo palestinese, la stessa Onu che la scorsa settimana si è espressa a favore di una commissione di inchiesta per crimini di guerra nella striscia di Gaza. Una guerra combattuta con armi impari che non è altro che un vero e proprio massacro di civili inermi e incolpevoli.

Macerata, accogliendo in città il rappresentante in Italia di uno Stato in guerra, ha tradito la sua vocazione di “città della pace”. Non c’era modo peggiore per rovinare la festa dei 50 anni dello Sferisterio. L’episodio è stato ancor più grave perché dell’arrivo dell’ambasciatore israeliano sono stati tenuti all’oscuro i cittadini maceratesi, che in tanti lo stesso sabato 26 luglio nel pomeriggio hanno manifestato in solidarietà con il popolo palestinese in piazza della Libertà.

Come consigliere comunale sento il dovere di esprimere il disagio e l’indignazione di una grande parte di cittadini maceratesi, offesi dalla visita di Naor Gilan. Credo sia importante che anche all’interno delle sedi istituzionali venga ribadita una ferma condanna nei confronti delle stragi di civili perpetrate dal governo israeliano, e venga richiesta la fine dell’occupazione da parte di Israele della striscia di Gaza per riconoscere al popolo palestinese il proprio diritto ad esistere e vivere una vita libera e dignitosa.

La parola “pace” non deve essere un termine svuotato di ogni significato da scrivere nei cartelli cittadini, ma un’azione quotidiana che, in primis chi ha ruoli istituzionali, deve praticare.

 

da Gabriella Ciarlantini – Consigliere Comunale Comune di Macerata

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