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Sopralluogo del Garante dei diritti all’Hotel House di Porto Recanati

Per Andrea Nobili serve una «sensibilizzazione generale» per porre rimedio alla situazione attuale

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Hotel House di Porto Recanati

Situazione insostenibile che necessita di interventi urgenti e di sistema. Sicuramente troppo impegnativa per gravare su un comune come quello di Porto Recanati, al quale va riconosciuto un grande impegno nell’affrontare il problema. Si tratta di un’emergenza nazionale”.

Così il Garante dei diritti, Andrea Nobili, dopo la visita all’“Hotel House”, terza tappa del percorso conoscitivo avviato per avere un quadro di riferimento dettagliato sull’adolescenza a rischio e sulla situazione dei minori stranieri non accompagnati.

Quella dell’“Hotel House” è stata individuata tra le realtà maggiormente disagiate sul territorio regionale. Un complesso con 480 appartamenti dislocati su 17 piani, che attualmente ospita circa 2000 persone (dato che si raddoppia durante il periodo estivo), tra residenti e domiciliati, quasi tutte straniere e di diverse nazionalità.

Prima della visita presso la struttura, il Garante ha incontrato nella sede comunale il sindaco di Porto Recanati, Roberto Mozzicafreddo, e, tra gli altri, il responsabile dei servizi sociali Guido Cittadini, il coordinatore dell’Ats 14 Carlo Flamini, il dirigente dell’Istituto “Medi” Anna Maria Di Siena, nonché i rappresentanti di diverse associazioni che operano nel settore. Incontro necessario per avere una panoramica complessiva della situazione anche in relazione alla presenza dei minori presso l’ “Hotel House”. Attualmente se ne registrano 404 (212 maschi e 192 femmine) di cui 108 fino a 6 anni, 140 dai sei ai 10, 92 dagli 11 ai 15, 64 dal 15 ai 18 e si tratta soprattutto di pachistani (la percentuale più alta), senegalesi e bengalesi. Molti sono italiani a tutti gli effetti avendo già acquisito la cittadinanza.

“Abbiamo riscontrato – sottolinea Nobili – una struttura fatiscente, con molte parti in stato di abbandono, discariche a cielo aperto, acqua non potabile, ambienti comuni senza illuminazione. Insomma un luogo non degno di una civiltà che si definisce tale”.

Il Garante ravvisa la necessità di “una sensibilizzazione generale e dell’immediata attivazione di un tavolo interistituzionale che affronti questa emergenza in modo continuo, approfondito e strutturato”.

Il percorso conoscitivo dell’adolescenza a rischio, come noto, è iniziato con le visite alle sedi delle cooperative “Pars” di Corridonia e “Il filo della gioia” di Pesaro e nelle prossime settimane proseguirà con incontri in altre strutture d’accoglienza e attraverso la fotografia di realtà regionali che, come l’Hotel House, presentano numerose criticità.

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