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Sisma, la situazione nel maceratese dopo i terremoti del 26 e 30 ottobre

Danni, crolli, sfollati: ecco il "quadro" comune per comune

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Terremoto 26 ottobre 2016

I borghi caratteristici, i prodotti tipici, i paesaggi che tolgono il fiato: di tutto ciò ora è rimasto poco, quasi nulla. Dopo le scosse di terremoto del 26 e del 30 ottobre, che continua imperturbabile con altre scosse di questo sciame sismico infinito, Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria sono in condizioni disastrose.

La provincia maceratese è in ginocchio, diversi i comuni colpiti, migliaia le persone sfollate, centinaia le attività produttive immobili. Fiastra, Castelraimondo, Camerino, Ussita, Visso, San Ginesio, Tolentino sono una parte delle città che vivono nella precarietà e nella paura.

La situazione complessiva vede situazioni molto gravi, come Acquacanina, vicinissima all’epicentro del sisma di giovedì 3 novembre alle 1:35 con MI 4.8, con il 75% delle case inagibili, 25 persone rimaste in paese per mandare avanti le attività produttive. Stessa sorte per Muccia, dove la scuola materna ad un unico piano è stata sventrata insieme ad altri edifici scolastici nella stessa zona.

A San Severino Marche, l’Itis che accoglie 800 studenti non è agibile esattamente come la scuola di infanzia Virgilio; la situazione della città è di piena crisi con 4 zone rosse, 1500 sfollati, altri 3000 dormono in macchina e 2000 sono nelle frazioni; sono crollati circa 500 edifici e quasi 1000 fabbricati sono inagibili. Fiastra presenta un copione analogo, la scuola Fratelli Ferri è completamente inagibile e la questione preoccupante è che i controlli del 24 agosto non avevano rilevato danni, essendo una costruzione abbastanza recente, mentre ci sono termosifoni staccati e muri crollati sopra i banchi. Fiastra, comune di 600 abitanti, è ad oggi un paese fantasma, completamente zona rossa secondo l’ordinanza del sindaco, Claudio Castelletti, che ha vietato a chiunque di entrare in casa.

Il terremoto del 26 ottobre 2016 ha danneggiato fortemente innumerevoli strutture a Castelraimondo, un'abitazione in viale EuropaLe zone rosse continuano anche a Castelraimondo, dove ce ne sono due, una in Viale Europa, con 260 edifici inagibili, e un in centro con 110 strutture tra pubbliche e private e 1100 sfollati circa. I piccoli comuni, come Pieve Torina, epicentro di alcune scosse, è deserta con il 90% degli edifici inabigili, l’argine del torrente Sant’Angelo è crinato e infine l’acquedotto non ha retto alle innumerevoli scosse. L’ondata di centri evacuati, poiché è la parte storica a risentire degli eventi sismici, continua con Petriolo, secondo l’ordine del sindaco Domenico Luciani, il quale ha fatto allestire la palestra comunale con 40 posti letto, un luogo sicuro a differenza di altre zone della città esposte a crolli e danni diffusi. Anche il centro storico di San Ginesio è stato dichiarato zona rossa a causa dei vari crolli di edifici privati, negli uffici comunali, nella chiesa di San Francesco e nell’ex-chiesa della scopa; grazie all’ostello comunale, con 200 posti letto, la popolazione ha potuto trovato rifugio.

Un crollo a Camerino dopo il terremoto di domenica 30 ottobre 2016Camerino, città universitaria, vede una zona rossa sempre più estesa che comprende non solo il centro ma anche alcune zone in prossimità delle mura cittadine. I due borghi di Ussita e Visso sono in condizioni disastrose, deserti poiché la popolazione è stata invitata a spostarsi, principalmente sulle strutture alberghiere della costa. Ussita è stata dichiarata inagibile almeno per i prossimi due mesi, nei quali i 400 abitanti non potranno rientrare nelle loro case, Visso con 400 abitanti è protagonista della stessa storia. Serrapetrona, con il 70% degli abitanti sfollati, ha subito meno danni rispetto alle frazioni.

Infine Tolentino, il comune più popoloso con 20.000 abitanti, di cui 10.000 sfollati, vede via Vittorio Veneto, una via del centro, completamente disabitata, le case sono quasi tutte inagibili, eccetto una pasticceria, rimasta aperta per dare un segno di speranza. L’assenza di vittime è una fonte ineguagliabile di speranza che accompagna la voglia di ricominciare, di tornare nelle proprie case, di riaprire le attività commerciali, motori delle comunità. Ciò che colpisce però è la solidarietà in questi momenti, di tutte le strutture che si sono adoperate per dare sostegno, ospitalità e aiuto, come anche tutte le squadre di soccorso intervenute e i progetti attivati in sostegno ai terremotati.

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