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Si avvicina a Macerata la sperimentazione del cosiddetto “Lavoro Agile”

Inizialmente la fase di prova si protrarrà per 18 mesi

panorama Macerata

Nei prossimi mesi nel Comune di Macerata partirà la sperimentazione del Lavoro Agile, una modalità di organizzazione del lavoro innovativa ed efficace, resa per legge obbligatoria per almeno il 10% del personale di ciascun ente pubblico.

“Esprimo anzitutto soddisfazione per l’iniziativa dei nostri uffici comunali di candidarsi a questo progetto ministeriale. Dal desiderio di migliorare la performance – interviene il sindaco Romano Carancini – abbiamo guadagnato il prestigio di essere città pilota di innovazione al fianco di sole altre 14 città in tutto il Paese, tutti importanti capoluoghi. Nel quadro complessivo della nostra organizzazione comunale, “Lavoro agile” si inserisce nel disegno già avanzato delle competenze e delle professionalità così come mira a completare il processo di ottimizzazione delle risorse, lavorando con impegno dimostrato sotto il profilo del ricambio generazionale, dell’eguaglianza e delle pari opportunità. Questo progetto è uno degli esempi di come l’Amministrazione comunale non smette di affrontare nuove sfide per essere sempre più vicina alle esigenze dei cittadini”.

Lavorare in maniera agile significa poter svolgere parte dell’abituale attività, quella per la quale sia necessario l’utilizzo di un pc e uno smartphone e che non richieda un presidio o una presenza negli uffici per la totalità dell’orario di lavoro, al di fuori dei locali comunali per qualche giornata al mese, ad esempio dalla propria abitazione o da un luogo pubblico o da un coworking. Tale modalità, che nel privato viene denominata smart working e che nelle grandi aziende rappresenta da qualche anno una vera e propria rivoluzione, ha indubbi e verificati vantaggi soprattutto se si considera l’incremento della produttività oraria e della qualità del lavoro svolto, ma anche rispetto ai seguenti ambiti:

– lavorare agile significa prioritariamente organizzare le proprie attività lavorative in modo diverso, pianificando le attività, lavorando per obiettivi, coordinandosi meglio con i colleghi e i responsabili, aumentando l’autonomia e la responsabilizzazione di tutti nello svolgimento delle proprie mansioni;

– lavorare agile significa velocizzare il processo di digitalizzazione dei dati e dei processi, e incrementare le competenze informatiche del personale, che deve necessariamente organizzare i dati, reperire le informazioni e comunicare soprattutto attraverso le nuove tecnologie

– lavorare agile significa anche evitare gli spostamenti non necessari, perché per qualche giornata al mese, o nel caso di eventi atmosferici avversi, alcuni dipendenti comunali potranno evitare di utilizzare l’auto privata pur dando continuità lavorativa, a tutto vantaggio del traffico e dei livelli di inquinamento

– infine lavorare agile vuol dire poter conciliare meglio le proprie esigenze personali e famigliari senza dover diminuire la propria presenza lavorativa o rinunciare a carriera e professionalità.

I vantaggi che il lavoro agile porta si ottengono però investendo molto nel processo di cambiamento indispensabile per trasformare la cultura organizzativa, perché il passaggio da una logica di presenza fisica e di timbratura a una di risultato e di qualità richiede impegno e coinvolgimento da parte di tutti, amministratori, dirigenti, personale.

Il Comune di Macerata in questo processo di cambiamento viene supportato attivamente perché è stato selezionato, unico nelle Marche, tra le 15 amministrazioni pilota (Comune Macerata; Provincia Pavia; Comune Firenze; Comune Cagliari; Comune Bologna/Regione Emilia Romagna; Comune Monza; Comune Reggio Calabria; Citta’ Metropolitana Reggio Calabria; Regione Lazio; Regione Campania; Comune Napoli; Comune Catania; Roma Capitale E Citta’ Metropolitana; Ministero Di Lavoro; Consiglio Regionale Puglia), che assieme alle 10 “esperte”  – ovvero che hanno già in corso sperimentazioni di lavoro Agile e che sono Consiglio Di Stato; Comune Di Bari; Ministero Economia E Finanze; Ministero Dell’interno; Ministero Sviluppo Economico; Presidenza Consiglio Ministri; Rete Piemonte (Comune Torino, Città Metropolitana Torino); Rete Bergamo (Comune Bergamo, Val Brembilla, Brescia, Cremona); Rete Lombardia (Regione, Arpa, Arif, Ersaf, Eupolis); Rete Genova (Comune Genova, Città Metropolitana, Asl3, Università, Camera Commercio, Ali.Sa) – possono beneficiare senza alcun onere economico di sostegno, formazione e consulenza adeguata e continuativa gestita da esperti selezionati dal Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre l’appartenenza a tale gruppo di Amministrazioni permetterà al Comune, il più piccolo tra quelli selezionati, di beneficiare delle esperienze che la rete di Enti innovativi metterà a fattor comune, per essere da esempio a tutte le organizzazioni che ancora non si sono attrezzate e per contaminare e diffondere la necessità di trovare soluzioni organizzative più smart verso le Amministrazioni e alle aziende del proprio territorio di pertinenza.

In pratica, nei prossimi 18 mesi partirà la sperimentazione coinvolgendo a tappe semestrali le diverse aree, offrendo a chi svolge almeno in parte delle attività compatibili con il lavoro agile la possibilità di aderire alla sperimentazione, beneficiando anche di formazione e accompagnamento dedicato. Tutta la sperimentazione verrà monitorata puntualmente, allo scopo di misurare l’efficacia del lavoro agile in termini di diminuzione delle assenze, minor CO2 emessa, maggior benessere e capacità di conciliare dei dipendenti, soddisfazione della cittadinanza riguardo la qualità dei servizi offerti, e incremento della motivazione e del senso di appartenenza del personale.

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