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Si alza il sipario sul Macerata Opera Festival

Il 20 luglio al Lauro Rossi inaugurazione con Shi, prima assoluta di Carlo Boccadoro dedicata a Matteo Ricci

Rappresentazione della Turandot al Macerata Opera Festival

Ruoterà intorno al tema Oriente la 53° edizione del Macerata Opera Festival su cui si alza ufficialmente il sipario giovedì 20 luglio. Dopo le Anteprime Giovani delle due opere Turantod e Madama Butterfly, grazie al supporto di 1200 studenti del maceratese, si parte con le prime. L’apertura ufficiale è prevista, per l’appunto, per giovedì 20 luglio a partire dalle 21:30 al Teatro Lauro Rossi con il debutto di una prima assoluta ispirata a Matteo Ricci: Shi (Si faccia), nuova opera commissionata dal Macerata Opera Festival a Carlo Boccadoro, di origini maceratesi e tra i più apprezzati compositori italiani contemporanei, su libretto di Cecilia Ligorio, regista e drammaturga con esperienze significative sia nella prosa che nel teatro musicale.

Turandot di Giacomo Puccini, una nuova coproduzione con il Teatro Nazionale Croato di Zagabria, avvia la stagione allo Sferisterio venerdì 21 luglio. Il duo di autori-registi Ricci/Forte (Gianni Forte e Stefano Ricci), fenomeno teatrale degli ultimi anni, si cimenta per la prima volta con la regia d’opera proponendo, come chiedeva Puccini ai suoi librettisti, «una Turandot attraverso il cervello moderno». Turandot sarà in scena 21, 29 luglio – 4 e 13 agosto.

Per il secondo titolo ancora Puccini e il suo amore per le terre lontane ed esotiche: Madama Butterfly in un allestimento coprodotto con il Massimo di Palermo, firmato dal regista Nicola Berloffa, da Fabio Cherstich per le scene e da Valeria Donata Bettella per i costumi, che posticipano l’azione al Giappone del secondo dopoguerra, momento fortemente significativo del contatto culturale fra Occidente e Oriente. “Butterfly sogna di diventare americana e lo fa attraverso un simbolo quale è il cinema statunitense di quegli anni – sottolinea Berloffa”. Sarà in scena 22, 28 luglio – 6 e 12 agosto.

Sarà Stefano Bollani a chiudere il primo weekend di attività del Festival domenica 23 luglio, dalle ore 21, allo Sferisterio. Bollani, pianista di raro eclettismo e grande versatilità, rappresenta un’espressione particolarmente attuale della musica d’oggi, per la sua vocazione di attraversamento dei generi, dal repertorio classico al jazz, e di trasformazione dal vivo delle più diverse fonti d’ispirazione, nel corso di performance sempre estremamente coinvolgenti.

Bisognerà aspettare il fine settimana successivo per il terzo titolo in scena allo Sferisterio, Aida di Verdi nell’applauditissimo spettacolo di Francesco Micheli del 2014, coprodotto con il Comunale di Bologna e andato in scena nel cinquantesimo dello Sferisterio, con le scene di Edoardo Sanchi, i disegni di Francesca Ballarini, i costumi di Silvia Aymonino e le coreografie di Monica Casadei.

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