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Dubbi sull’omicidio a San Severino Marche; il medico legale smentisce

Ad uccidere la donna sarebbe stata la caduta e non un colpo di mortaio

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Auto dei Carabinieri, gazzella, 112

Sorgono i primi dubbi in merito all’omicidio di Santa Bianchini, l’83enne morta a San Severino Marche tra la notte del 10 e dell’11 luglio. Nelle prime ricostruzioni i Carabinieri avevano seguito la pista dell’omicidio, avvenuto per mano del figlio della donna Giuseppe Bordoni, di 47 anni. Ma con le due autopsie svolte sul corpo dell’83enne e del 47enne, emergono le prime incertezze. Non è più così certo che la donna sia stata ucciso dal colpo inflittole dal figlio. In un primo momento si ipotizzava che ad ucciderla fosse stato il colpo di mortaio, invece è emerso che la lesione è stata provocata da una caduta. Ora bisogna accertare se la donna sia caduta da sola, accidentalmente, oppure sia stato il figlio. I Carabinieri avevano precedentemente parlato con il figlio Giuseppe, il quale aveva raccontato di aver sentito la madre cadere. L’uomo è morto qualche ora dopo la madre, dopo aver ingerito dell’acido muriatico.

Rimangono ancora alcuni punti in sospeso, dal momento che il suicidio del figlio potrebbe essere dovuto non ai sensi di colpa per averla uccisa, bensì, qualora ci sia stata una caduta accidentale, per non averla soccorsa in tempo oppure per non aver chiamato i soccorsi.

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