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L’abbattimento del Lupo: la posizione del Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Rinvio al 23 febbraio della conferenza dedicata al tema

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L’abbattimento del lupo è un tema di cui si sta parlando molto in questi giorni. La conferenza preposta alla discussione del tema è stata rinviata al 23 febbraio. Alla discussione avrebbe partecipato anche un gruppo di tecnici e esperti rappresentanti il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. In merito all’abbattimento della specie del lupo, il Parco prende una posizione critica, seppure in particolari circostanze e in misura limitata.

Pone l’accento sul fatto che la conservazione di questa specie è di interesse a livello comunitario. Specifica che al momento ci sono problemi più gravi come l’adozione di sistemi di protezione per la difesa del bestiame e la presenza di molti cani randagi. Quest’ultimo problema, per giunta, è uno dei motivi di estinzione del lupo, dal momento che l’accoppiamento delle due specie genera ibridi e di lupi veri e propri ce ne sono rimasti pochi. Quindi il Parco si pone sulla stessa linea di molte associazioni ambientaliste e anche con la FederParchi. Il presidente di quest’ultima, Giampiero Sammuri, ha evidenziato che l’abbattimento del lupo è una proposta poco significativa e che ci si dovrebbe concentrare su altro. Inoltre il Parco dei Sibillini monitora costantemente il lupo con diverse tecniche nel proprio territorio.

Secondo i dati nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini dovrebbero esserci all’incirca tra i 35 e i 43 lupi. L’ente cerca anche di mediare nel conflitto con gli allevatori, proponendo recinzioni elettrificate. Ciò non toglie che molti lupi abbiano perso la vita a causa di avvelenamenti, bracconaggio oppure investiti dalle auto. Gli esperti tengono anche a precisare che il lupo non costituisce un pericolo per l’uomo, anzi rappresenta un simbolo, una forma affascinante di animale.

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