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Il patrimonio artistico delle Marche messo in sicurezza dopo il terremoto

Circa 300 opere d'arte recuperate a Caldarola, Sarnano e Visso, le zone colpite dal sisma del 26-30 ottobre

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Il recupero delle opere d'arte da parte del gruppo della Protezione Civile per i beni culturali a Caldarola

Sono 300 sino ad ora le opere messe in sicurezza dopo gli eventi sismici tra il 26 e il 30 ottobre. Presso le località di Caldarola, Sarnano e Visso il gruppo di volontari preposto si sta occupando della protezione dell’importante patrimonio culturale marchigiano.

Le Marche sono una regione ricchissima d’arte: in questo territorio insistono ben 100 teatri storici, 315 biblioteche, 400 musei e raccolte, oltre 1000 monumenti tra abbazie, chiese romantiche, santuari, rocche e castelli, 34 siti archeologici, una buona parte del cammino francescano, la via Laureatana, due antiche strade romane ed infine 22 dei borghi più belli d’Italia. Un consistente patrimonio, dunque, in parte colpito dal terremoto di agosto e soprattutto da quelli del 26 e 30 ottobre scorsi.

Il recupero delle opere d'arte da parte del gruppo della Protezione Civile per i beni culturali a CaldarolaIl gruppo della Protezione Civile della colonna mobile Regione Marche specializzato nel recupero e messa in sicurezza dei Beni culturali è composto da 118 volontari di ogni età e residenti in tutta la regione. Ognuno di loro mette a disposizione gratuitamente le proprie competenze; tra essi vi sono restauratori, storici dell’arte, architetti, tecnici di diversa provenienza e tanti altri operatori volontari.
A sostegno di questo particolare team della Protezione civile c’è il segretariato regionale del MiBACT per le Marche, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri del gruppo Tutela dei Beni Culturali.
Un lavoro senza tregua li occupa dal 7 novembre, quando sono iniziate le prime operazioni ma, andando indietro nel tempo, questo rapporto è nato ancora prima: tale esperienza è nata proprio nelle Marche a causa degli eventi sismici di Marche e Umbria del 1997. Il rapporto si è consolidato nel 2007 mediante la firma di un protocollo nazionale tuttora in vigore che ha coinvolto anche la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici delle Marche, il dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il dipartimento per le politiche integrate di Sicurezza e per la Protezione Civile della Regione Marche e Legambiente.

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