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Immigrazione clandestina e traffico di migranti: un arresto a San Severino Marche

Per la procura antimafia di Palermo il 46enne avrebbe tratto ingenti profitti. Lui si difende: "Non sapevo fossero clandestini"

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L'operazione della Polizia di Stato "Glauco 3" ha fatto luce sull'immigrazione clandestina: un arresto nel maceratese

Passaggi a persone straniere che avevamo bisogno. In realtà si trattava di clandestini che avrebbe – a suo dire “inconsapevolmente” – aiutato ad arrivare nel nord Italia. Per questo motivo la squadra mobile di Macerata ha sottoposto a fermo un 46enne di San Severino Marche, coinvolto nell’indagine della Procura antimafia di Palermo.

L’uomo rientra tra i 38 fermi (23 quelli eseguiti lunedì 4 luglio) in tutta Italia nell’ambito dell’inchiesta Glauco 3 ed è l’unico italiano coinvolto nella macchinosa operazione di una banda di 25 eritrei e 12 etiopi; un sodalizio che faceva arrivare i clandestini nel nord Italia (e da qui anche all’estero) grazie a passaggi in auto, organizzati anche tramite i social network.

L’uomo, in carcere a Camerino in attesa della convalida del fermo che si terrà giovedì mattina, 7 luglio, si è difeso dalle pesanti accuse di traffico di migranti sostenendo di non sapere che fossero clandestini e di non conoscere gli altri coinvolti. Secondo l’accusa avrebbe tratto “ingenti profitti economici“.
Migliaia le persone entrate in Italia o passate attraverso il belpaese grazie al sistema criminoso che prevedeva anche matrimoni di comodo per poter far arrivare stranieri nella penisola. Chi non aveva soldi veniva ucciso e i suoi organi rivenduti nei paesi nordafricani per ripagare il sodalizio delle “spese”.

 

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