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Rette degli asili nido, Macerata tra le dieci città meno care d’Italia

Primo posto invece nelle Marche secondo un'indagine di Cittadinanzattiva

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asilo nido, scuola per bambini, scuola dell'infanzia

Macerata è tra le dieci città meno care d’Italia e al primo posto nelle Marche per quanto riguarda le rette degli asili nido comunali. A renderlo noto l’Osservatorio nazionale prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva che ogni anno fornisce un quadro delle spese sostenute dalle famiglie italiane in merito ai servizi pubblici locali. L’indagine, per quanto riguarda il costo della frequenza degli asili nido comunali, fissa in 220 euro mensili la spesa media per le famiglie maceratesi a fronte dei 295 euro mensili della Regione Marche e dei 311 euro a livello nazionale.

Macerata è prima quindi nelle Marche, seguita da Urbino (278 euro), Ancona (305 euro), Ascoli Piceno (318 euro) e Pesaro (355 euro). La classifica nazionale vede invece Macerata tra le top ten delle città meno care d’Italia che offrono un servizio a tempo pieno.

“Un risultato che conferma il grande lavoro di questi anni per garantire il diritto ad un servizio pubblico di qualità” afferma Stefania Monteverde assessore alla Scuola e ai Nidi. “Oggi la qualità è data da tanti fattori: dalla professionalità delle educatrici, da qualificato personale comunale, dalla figura della coordinatrice pedagogica che fa del servizio un progetto educativo di crescita per i bambini e anche dalle tariffe basse a misura delle possibilità delle famiglie. Non è scontato, in questi tempi in cui le risorse pubbliche diminuiscono. L’impegno adesso è maggiore per crescere e migliorare” conclude l’assessore Monteverde.

Sul territorio comunale, tra i nidi comunali e i privati, ci sono 300 posti disponibili per le famiglie, che corrispondono al 30% di posti coperti rispetto al totale dei potenziali utenti. Un dato importante visto che la percentuale fissata dall’Unione europea è del 33% e che l’Italia vuol raggiungerla entro il 2020. Inoltre, in ragione delle convenzioni che il Comune andrà a stipulare, come stabilito da una recente delibera della Giunta comunale, gli otto nidi d’infanzia privati esistenti sul territorio garantiranno standard di accoglienza e maggiore flessibilità ed estensione dei servizi. Si faranno carico di accogliere i bambini presenti nelle lista d’attesa del Comune, di soddisfare eventuali richieste di inserimento di minori che arrivano dai Servizi sociali, a operare in rete con le strutture comunali e con la coordinatrice pedagogica per creare una rete educativa comune. “Stiamo lavorando a un piano educativo comune” conclude Stefania Monteverde “per costruire un percorso formativo di crescita da 0 a 6 anni“.

L’analisi svolta dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva ha considerato una famiglia tipo di tre persone con un reddito annuo di 44.200.00 euro e relativo Isee di 19.900 euro. I dati sulle rette sono stati elaborati a partire da fonti ufficiali relative agli anni scolastici 2014/15 e 2013/14 delle Amministrazioni comunali di tutti i capoluoghi di provincia interessate all’indagine. Oggetto della ricerca sono state le rette applicate al servizio di asilo nido comunale per la frequenza a tempo pieno (in media, 9 ore al giorno) e, dove non presente, a tempo ridotto (in media, 6 ore al giorno), per cinque giorni a settimana.

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